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La Fisica delle particelle elementari
Le
particelle subnucleari soggette alla forza forte costituiscono la seconda grande
classe di particelle studiate in laboratorio. Si tratta degli adroni, tra i
quali vanno annoverati i protoni, i neutroni e i mesoni. Una moltitudine di
altri adroni meno conosciuti esiste soltanto in modo effimero come prodotto di
collisioni ad alta energia, dalle quali si possono materializzare particelle
estremamente massicce e molto instabili. Sono state catalogate centinaia di
specie di adroni variabili per massa, spin, carica e altre proprietà.
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protone |
mesone
k positivo |
Gli
adroni però non sono particelle elementari, in quanto posseggono una struttura
interna. Nel 1964 Murray Gell-Mann, del
California Institute of Technology
(Caltech)
e George Zweig, allora al
CERN di Ginevra, tentarono indipendentemente di
spiegare la sorprendente varietà di adroni ipotizzando che essi fossero
particelle composte, formate ciascuna da una diversa combinazione di un piccolo
numero di costituenti fondamentali. Gell-Mann li chiamò <quark>.
L'ipotesi venne confermata sul finire degli anni sessanta da studi condotti
presso lo Stanford Linear Accelerator Center
(SLAC), dove elettroni di alta
energia venivano sparati contro protoni e neutroni. La distribuzione energetica
e angolare degli elettroni diffusi indicava che alcuni di essi urtavano contro
oggetti puntiformi elettricamente carichi, contenuti all'interno dei protoni e
dei neutroni.
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Una
fotografia aerea dell'acceleratore lineare di Stanford. La sede
dell'acceleratore, lunga 3 chilometri, incrocia l'autostrada 82. Gli
esperimenti si svolgono nelle stazioni terminali in primo piano e in un
anello di accumulazione sotterraneo. |
La
fisica delle particelle attribuisce oggi tutte le specie di adroni conosciute a
combinazioni di queste entità fondamentali. Sono stati identificati sei tipi
di quark, anch'essi chiamati sapori - i quark su (u), giù (d),
incanto (c), strano (s), basso (b) e alto (t). Come i
leptoni, i
quark hanno spin 1/2 e possono essere, pertanto, sia sinistrorsi sia destrorsi.
Essi portano anche una carica elettrica pari a una frazione esatta della carica
dell'elettrone: i quark d, s e b hanno una carica -1/3,
mentre i quark u, c e t hanno una carica +2/3.
Gli antiquark corrispondenti hanno cariche elettriche con lo stesso valore, ma
di segno opposto. Negli
adroni tali cariche frazionarie non sono mai state osservate, perché i quark
formano combinazioni in cui la somma delle cariche è un intero. Per esempio, i
mesoni sono formati da un quark e da un antiquark, le cui cariche possono dare
per somma -1, 0 o +1. I protoni e i neutroni sono formati rispettivamente da due
quark u e da un quark d, con carica totale +1 e da un quark u e
due quark d con carica totale 0. Come
i leptoni, i quark sono soggetti a interazioni deboli che cambiano una specie, o
sapore, in un'altra. Per esempio, nel decadimento beta di un protone in un
neutrone uno dei quark d del neutrone si trasforma in un quark u,
emettendo nel corso del processo un elettrone e un antineutrino. Sono state
osservate analoghe trasformazioni di quark c in quark s. Lo schema
dei decadimenti suggerisce due raggruppamenti familiari, uno dei quali dovrebbe
comprendere i quark u e i quark d, mentre l'altro i quark c
e i quark s. In evidente contrasto con il comportamento dei leptoni,
alcuni decadimenti di quark violano però le regole della parentela; sono state
osservate trasformazioni di quark u in quark s e di quark c
in quark d. E' stata la somiglianza delle due famiglie note di quark con
le famiglie dei leptoni a suggerire per la prima volta l'esistenza di un quark t,
con la funzione di partner del quark b in una terza famiglia. Diversamente
dai leptoni, non sono mai stati osservati quark liberi. Eppure le prove
circostanziate della loro esistenza sono aumentate costantemente. Un'indicazione
della validità del modello a quark è il suo successo nel prevedere prodotti di
collisioni ad alta energia tra un elettrone e un positrone. Dal momento che
rappresentano materia e antimateria, le due particelle si annichilano a vicenda
liberando energia sotto forma di un fotone. Il modello a quark prevede che
l'energia di un fotone si possa materializzare in un quark e in un antiquark.
Dato che la coppia elettrone-positrone in collisione aveva una quantità di moto
totale nulla, la coppia quark-antiquark deve divergere in direzioni opposte con
la stessa velocità in modo che la sua quantità di moto totale sia ancora
nulla. I quark passano però inosservati perché la loro energia viene
convertita in altri quark e antiquark che si materializzano e si combinano con
la coppia originaria, dando origine a due getti di adroni (per la maggior parte
pioni, una specie di mesone). Tali getti vengono realmente osservati e il fatto
che siano focalizzati conferma che gli adroni non nascono direttamente dalla
collisione, ma da singole particelle indivisibili delle quali i getti mantengono
le traiettorie.
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Una
prova qualitativa dell'esistenza dei quark. La
collisione tra un elettrone e un positrone produce due sottili spruzzi di
particelle, chiamati <getti>. Una spiegazione soddisfacente della
frequenza di questa configurazione è che l'annichilazione
positrone-elettrone produce un fotone <virtuale>, il quale a sua
volta si disintegra in un quark e un antiquark che schizzano in direzioni
opposte. Questi quark diventano getti quando si allontanano dal luogo
della collisione. L'evento è stato registrato dall'acceleratore PETRA di
Amburgo, in Germania. Le traiettorie delle particelle sono state
riprodotte dal computer a partire dalle scie di ionizzazione e dalla
configurazione dell'energia (a colori nel disegno) rilasciata dalle
particelle mentre colpivano lo strato interno del cilindro del rivelatore,
lungo 2,4 metri. |
La
realtà dei quark è inoltre confermata dalla varietà di livelli energetici, o
masse, ai quali si possono osservare, in esperimenti con gli acceleratori, certe
specie di adroni, in particolare le particelle psi e ipsilon. Tali spettri
energetici sembrano simili agli spettri atomici:pare che essi rappresentino gli
stati quantici di un sistema legato, formato da due componenti più piccoli.
Ognuno di questi stati quantici rappresenterebbe un diverso grado di eccitazione
e una diversa combinazione degli spin e del moto orbitale dei componenti. Per la
maggior parte dei fisici risulta inevitabile la conclusione che tali particelle
siano costituite di quark. Si ritiene che la particella psi sia formata da un
quark c e dal suo antiquark, mentre la particella ipsilon dovrebbe
comprendere un quark b e il corrispondente antiquark. A
quali regole devono sottostare le combinazioni di quark che formano i vari
adroni? I mesoni sono composti da un quark e da un antiquark. Dal momento che
ogni quark ha spin 1/2, lo spin totale di un mesone è 0 se i suoi costituenti
ruotano in direzioni opposte e 1 se ruotano nella stessa direzione, anche se nei
loro stati eccitati i mesoni possono avere valori di spin maggiori a causa del
moto orbitale dei quark. L'altra classe di adroni, i barioni, consiste di tre
quark per ogni barione. Sommando i possibili spin e le possibili direzioni dei
quark costituenti si ottengono due valori possibili per lo spin dei barioni meno
energetici: 1/2 e 3/2. Non si è osservata alcuna altra combinazione di quark;
non pare possibile l'esistenza di adroni formati da due o quattro quark.
Wolfgang Pauli
La
spiegazione è collegata alla risposta a un altro quesito. Secondo il principio
di esclusione di Wolfgang Pauli, non vi sono due particelle, che occupino una
minuta regione dello spazio e abbiano spin seminteri, con lo stesso numero
quantico, cioè con gli stessi valori di quantità di moto, di carica e di spin.
Il principio di esclusione di Pauli spiega in modo elegante le configurazioni di
elettroni che determinano la posizione occupata da un elemento nella
tavola
periodica. Esso dovrebbe costituire una guida attendibile anche per la panoplia
degli adroni ma sembrerebbe suggerire, tuttavia, che non possano esistere adroni
esotici quali la particella delta più più e la particella omega meno, che si
materializzano brevemente in seguito a collisioni ad alta energia. Queste
particelle sono formate rispettivamente da tre quark u e da tre quark s
e hanno uno spin 3/2; tutti e tre i quark di ciascun adrone devono essere
identici nello spin così come nelle altre proprietà e devono perciò occupare
lo stesso stato quantico.
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LEPTONI |
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|
|
nome
della particella |
simbolo |
massa
di riposo (MeV/c2) |
carica
elettrica |
| neutrino
elettronico |
ne |
circa
0 |
0 |
| elettrone |
e-
|
0,511 |
-1 |
| neutrino
muonico |
nm |
circa
0 |
0 |
| muone |
m- |
106,6 |
-1 |
| neutrino
tauonico |
nt |
circa 0 |
0 |
| tau |
t-
|
1780 |
-1 |
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QUARK |
|
|
|
|
nome
della particella |
simbolo |
massa
di riposo (MeV/c2) |
carica
elettrica |
|
|
u |
2 |
2/3 |
|
|
d |
5 |
-1/3 |
|
|
c |
1250 |
2/3 |
|
|
s
|
95 |
-1/3 |
|
|
t
|
171000 |
2/3 |
|
|
b
|
4200 |
-1/3 |
|
forza |
raggio
d'azione |
portatore |
massa
di riposo (GeV/c2) |
spin |
carica
elettrica |
note |
| gravità |
infinito |
gravitone |
0 |
2 |
0 |
ipotizzato |
| elettromagnetismo |
infinito |
fotone |
0 |
1 |
0 |
osservato
direttamente |
| debole |
meno
di 10-16 centimetri |
|
|
|
|
osservati
direttamente |
| forte |
meno
di 10-13 centimetri |
gluoni |
0 |
1 |
0 |
confinato
permanentemente |
Secondo
la teoria attuale, lo schema fondamentale della natura comprende 12 particelle
elementari e quattro forze. Si pensa che le 12 particelle siano prive di
struttura e indivisibili; tra le loro proprietà si osservano la stessa
quantità di spin, pari convenzionalmente a 1/2, e valori differenti di carica
elettrica, di colore e di massa, data come energia in milioni di elettronvolt (MeV)
divisa per il quadrato della velocità della luce (c). Nella materia
comune si trovano solo le coppie di leptoni e quark alla sommità di ogni
colonna; le altre particelle si osservano per breve tempo tra i prodotti delle
collisioni ad alta energia. Le quattro forze che governerebbero la materia
variano in intensità e in raggio d'azione; la forza forte, anche se è la più
potente, agisce solo su una distanza inferiore a 10-13 centimetri, il
diametro di un protone. Tutte le forze sono trasmesse da particelle portatrici
di forza, le cui masse sono espresse in miliardi di elettronvolt (GeV) divisi
per il quadrato della velocità della luce. Essendo molto debole, la gravità
non è stata studiata sperimentalmente dai fisici delle particelle.
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a cura di Pio Passalacqua
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Particle
Physics Booklet
tutto lo scibile noto della fisica delle particelle elementari
Esplorando il mondo dei quark di
M. Calvetti
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