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Capitolo 1.1. I prossimi obiettivi nella Fisica delle Particelle
Elementari
Luciano Maiani, INFN
1.
Introduzione
Le decisioni degli ultimi anni hanno
delineato con precisione il programma sperimentale nella fisica delle
particelle, almeno per il prossimo decennio. L' elemento centrale sarà la
costruzione del grande collisore a protoni del CERN (Large Hadron Collider, LHC,
con energia totale di 14 TeV , da installare nel tunnel esistente della macchina
LEP , la cui entrata in funzione è prevista verso il 2004.
Da oggi al
2000, dovrebbero, inoltre, entrare in funzione diverse macchine di bassa energia
ma elevatissima luminosità, le cosiddette fabbriche di mesoni, anelli di
collisione elettrone-positrone dedicati allo studio di particolari famiglie di
particelle. Lo studio dei mesoni K (la macchina DAFNE di Frascati), dei mesoni
con charm (Beijing) e dei mesoni con beauty (la macchina CESR di Cornell e le
"fabbriche di beauty" di SLAC, in California, e del laboratorio KEK, in
Giappone). Infine, sono previsti intensi programmi di potenziamento delle
macchine esistenti, in particolare l' aumento di energia di LEP (la fase 2), l'
apertura di una linea per lo studio dei mesoni con beauty alla macchina HERA di
Amburgo , il potenziamento della luminosità del Tevatron, il collisore
protoni-antiprotoni al Laboratorio Fermi di Chicago.
Quali sono i motivi
di queste intense attività, che impegneranno per almeno un paio di generazioni i
fisici dei paesi più industrializzati, in imprese tecnologiche senza precedenti?
E cosa possiamo intravedere oggi della fisica delle particelle negli anni
ancora successivi? Prima di rispondere a queste domande, occorre fare una
breve digressione sullo stato delle attuali conoscenze nella fisica delle
particelle e delle forze fondamentali.
2. Forze e Simmetrie
Materia e
forze fondamentali sono oggi descritte da uno schema semplice ed elegante,
indicato spesso con il nome di Teoria Standard. Le particelle previste nella
Teoria Standard sono riportate in appendice, nella Tab. 1.
Uno delle
scoperte più sorprendenti della fisica moderna è che le particelle si presentano
in multipletti, complessi di particelle in tutto simili tra loro tranne che per
il valore della carica elettrica. L' esempio tipico è il doppietto costituito
dall' elettrone e dal corrispondente neutrino, Tab.1. Si tratta di particelle
con lo stesso valore dello spin, con una massa trascurabile sulla scala delle
interazioni fondamentali, e con cariche elettriche che differiscono tra loro di
una unità (Qn=0, Qe=-1). Un altro caso, storicamente importante, èàquello del
protone e del neutrone, che possono essere considerati come due stati con carica
elettrica diversa di una stessa entit�, il nucleone. Secondo un' idea
introdotta da Werner Heisenberg negli anni '30, proprio a proposito del
nucleone, l' esistenza dei multipletti riflette l' esistenza di simmetrie, di
operazioni, cioè, che possono trasformare una nell' altra le particelle del multipletto stesso, lasciando invariata la dinamica. Le trasformazioni sono
analoghe alle rotazioni degli assi in uno spazio astratto, che si indica
usualmente col nome di spazio del Sapore,
Fig. 1
Si tratta,
naturalmente, di trasformazioni che possiamo eseguire solo concettualmente (non
esiste alcuna possibilità concreta di trasformare un elettrone in un neutrino e
viceversa). Tuttavia, l' esistenza della simmetria porta a relazioni precise tra quantità fisiche, ad esempio, una conseguenza del concetto di nucleone
è che la
massa di protone e neutrone devono essere uguali tra loro, una relazione
verificata con un errore di solo 1.5 parti su mille.
L' individuazione
delle simmetrie presenti in Natura ha tenuto occupati i fisici delle particelle
per tutti gli anni '60 e '70. Nel frattempo, era stato sviluppato un nuovo
concetto, quello di simmetria locale. In questo caso, il principio è che la
dinamica debba restare invariante anche se eseguiamo rotazioni, nello spazio del
sapore, che sono diverse nei diversi punti dello spazio e del tempo. In altre
parole, mentre nel caso precedente si assumeva che la dinamica dovesse restare
invariante quando ogni elettrone dell' Universo veniva sostituito dal
corrispondente neutrino e viceversa, adesso si assume che l' invarianza sussista
anche quando questa sostituzione avviene soltanto in una limitata regione dello
spazio e del tempo, ad esempio ora, nel mio laboratorio, ma non altrove o in un
altro momento. A parte la ragionevolezza del principio , il fatto notevole è che
l' esistenza di una simmetria locale è una condizione tanto forte da determinare
addirittura la forma delle forze fondamentali: la simmetria determina la
dinamica (Yang e Mills, 1954).
Perchè siamo soddisfatti di una
situazione del genere? Perchè in questo caso, le proprietà globali delle
particelle che si possono desumere dalla Tab.1, ad esempio i valori delle
cariche elettriche, sono sufficienti per fissare anche le loro mutue
interazioni. è un principio analogo a quello della gravitazione universale di
Newton e di Einstein, secondo cui la forza è determinata unicamente dalla massa,
o quello dell' elettromagnetismo di Maxwell, secondo cui la forza è fissata
dalla carica elettrica. Anzi, proprio questa universalità e le conseguenti
analogie formali, aprono la strada ad una possibile unificazione delle forze
fondamentali tra di loro e con la forza di gravità, un obiettivo inseguito
invano da Einstein negli ultimi anni della sua vita. Al momento attuale, il
processo di unificazione è completo solo per quanto riguarda la teoria delle
interazioni Elettromagnetiche e Deboli, confermata con grande precisione dai
dati raccolti alle macchine LEP e SLC 5 sul bosone Z0. Esistono teorie che
unificano le interazioni forti con quelle elettrodeboli (teorie di Grande
Unificazione, GUT) ma non sono ancora provate sperimentalmente
. L'
unificazione di tutte le interazioni fondamentali, gravità inclusa, è su un
piano ancora più speculativo, ed è basata, oggi, sulle cosiddette Teorie di
Superstringa, teorie veramente rivoluzionarie, nelle quali le particelle si
rivelano essere le vibrazioni elementari di oggetti estesi simili ad una corda
(stringhe), in moto nello spazio-tempo. Elemento centrale dell' unificazione con
la gravità è l' introduzione di un nuovo tipo di simmetria, la Supersimmetria,
che collega tra loro particelle di spin diverso (si veda, per maggiori
informazioni, gli articoli di Sergio Ferrara e di Gabriele Veneziano). Nelle
teorie supersimmetriche, ciascuna delle particelle che appare nella Tab.1 fa
parte di un supermultipletto, completato da altre particelle ancora da scoprire,
i cosiddetti compagni supersimmetrici.
3. La frontiera dell' alta
energia
La frontiera attuale nella fisica delle
particelle riguarda non tanto l' esistenza delle simmetrie locali, di cui
abbiamo ampie prove sperimentali, ma piuttosto il fatto che la simmetria alla
base della teoria unificata elettrodebole non può essere esatta. Se così fosse,
nessuna delle particelle conosciute potrebbe avere una massa. Il mondo sarebbe
drammaticamente diverso da come ci appare . Il meccanismo con cui la
simmetria è violata, secondo le teorie attuali, è sorprendente. Nello spazio
vuoto, privo di ogni forma di materia e di radiazione, sarebbe sempre presente
un campo, di valore costante nello spazio e nel tempo e, naturalmente, uguale a
se stesso in ogni sistema di riferimento inerziale, per non contraddire il
principio della Relatività Speciale. La simmetria è rotta proprio dall'
esistenza di questo campo, che ha la proprietà di selezionare una direzione ben
definita nello spazio del Sapore, e permette quindi di distinguere l' elettrone
dal neutrino, i bosoni Z e W dal fotone, etc., cfr. Fig.2.
Il vuoto,
piuttosto che essere uno stato privo di proprietà, assomiglierebbe dunque alla
superficie di un lago in assenza di perturbazioni. Naturalmente, anche il campo
di Higgs può entrare in oscillazione, se opportunamente eccitato. Le
oscillazioni in cui il campo cambia semplicemente la sua direzione nello spazio
del sapore sono associate alla propagazione dei bosoni Z e W. Resta però un
secondo tipo di onda (le oscillazioni in cui varia l' intensità del campo)
associata alla propagazione di una particella diversa, mai osservata finora, il
cosiddetto bosone di Higgs. La teoria permette di prevedere tutte le
proprietà del bosone di Higgs tranne la sua massa. Il fatto che il bosone di
Higgs non sia stato osservato al LEP implica che la massa sia superiore a circa
60 volte la massa del protone . Indicazioni teoriche abbastanza precise indicano
inoltre che la massa del bosone di Higgs non dovrebbe superare un valore di
circa 700 volte la massa del protone. In questo ampio intervallo, la particella
di Higgs dovrebbe essere alla portata del collisore LHC, la macchina in
costruzione al CERN di cui abbiamo parlato all' inizio.
Oltre alla
ricerca del bosone di Higgs, sono stati individuati due altri obiettivi del
progetto LHC.
Fig.2. Le Particelle Supersimmetriche.
Il primo
riguarda la ricerca delle particelle di nuovo tipo richieste dalla
Supersimmetria. Numerose indicazioni teoriche suggeriscono l' esistenza di
queste particelle ad energie dell' ordine del TeV. In questo caso, LHC avrebbe
buone possibilità di rivelare i compagni supersimmetrici più leggeri e di
studiarne le principali caratteristiche. Oltre a quanto riportato nella
Sez.2, una motivazione importante circa l'esistenza della Supersimmetria è che
la particella supersimmetrica più leggera, probabilmente una particella neutra
di spin 1/2 indicata col nome di neutralino, sarebbe il candidato ideale per
risolvere il problema cosmologico della cosiddetta materia oscura. Le Galassie
possiedono un alone di materia assolutamente invisibile, rivelato solo per i
suoi effetti gravitazionali e che non può essere costituito da materia
ordinaria. L' osservazione di una particella neutra, stabile e relativamente
leggera, completerebbe la nostra conoscenza dell' Universo, oggi singolarmente
inadeguata circa la vera natura di più del 90% della sua massa!
Un
nuovo stato della materia nucleare.
Ad altissime temperature, dell'
ordine di quelle prevalenti nell' Universo primordiale, qualche decimillesimo di
secondo dopo il Big-Bang, si pensa che le particelle nucleari, protoni,
neutroni, etc., si dissolvano per dare luogo ad un nuovo stato della materia. In
questo stato i quark ed i gluoni, normalmente confinati all' interno delle
particelle nucleari, potrebbero propagarsi liberamente per formare un plasma di
quark e gluoni liberi. In LHC sarà possibile far collidere frontalmente due ioni
pesanti (oltre che due protoni). Nell' urto, i nucleoni vengono bruscamente
frenati, liberando la loro enorme energia cinetica sotto forma di energia
termica. Si potrebbe così produrre una goccia di plasma di quark e gluoni, per
un istante infinitesimo ma sufficiente per poterla rivelare. E' in corso un
vivace dibattito su quali siano i migliori indicatori della produzione del nuovo
stato (ad esempio un brusco aumento della produzione di particelle contenti il
quark s, o di mesoni con charm, o altro). L' apparizione di uno stato della
materia nucleare così eccezionale, se esso realmente esiste, non dovrebbe
sfuggire ai sofisticati rivelatori di particelle messi in campo ad LHC. L'
identificazione di un nuovo stato della materia avrebbe, naturalmente,
importanti conseguenze per la comprensione dell' Universo primordiale.
4. Simmetria
materia-antimateria
L' esistenza dell' antimateria è
stata prevista nel 1928 dal fisico inglese P.A.M. Dirac, nell' ambito della sua
teoria relativistica dell' elettrone. La teoria di Dirac prevede una perfetta
simmetria tra materia e antimateria, simmetria confermata successivamente da
numerose prove sperimentali. Conosciamo due importanti eccezioni a questa
simmetria , molto diverse tra loro e, proprio per questo, difficili da
conciliare una con l' altra. Dopo l' esperimento di Cronin, Christensen,
Fitch e Turlay (1964), sappiamo che la simmetria tra materia ed antimateria è
violata, in modo inequivocabile, nei decadimenti dei mesoni K neutri. La
violazione osservata è molto piccola, ad esempio la preferenza del mesone KL per
i decadimenti con emissione di un positrone piuttosto che di un elettrone è di
circa lo 0.3%. Al momento, non è ancora stabilito se l' effetto sia dovuto ad
una componente delle familiari interazioni elettrodeboli, o non sia piuttosto il
riflesso di una nuova interazione, molto meno intensa e visibile solo in questo
sistema. Il secondo caso riguarda, invece, la struttura in grande dell'
Universo. Le osservazioni astronomiche sono consistente con l' ipotesi che l'
Universo sia costituito esclusivamente di materia e non, come ci si potrebbe
aspettare vista la simmetria, di isole di materia e di isole di antimateria.
Questo è tanto più sorprendente in quanto, secondo la teoria del Big-Bang, l'
Universo stesso avrebbe attraversato una fase di alta temperatura in cui l'
antimateria doveva essere altrettanto abbondante della materia .
Al
contrario di quanto avviene nella fisica microscopica dei mesoni K, la simmetria
materia-antimateria è violata del 100% su scala cosmica. I due fatti,
apparentemente contraddittori, potrebbero trovare una spiegazione comune se
anche la conservazione del numero barionico fosse violata a livello
microscopico. In questo caso (discusso per la prima volta da A. Sakharov) l'
Universo di altissima temperatura inizialmente simmetrico (cioè con un egual
numero di protoni e antiprotoni, o di neutroni e antineutroni) avrebbe potuto
evolvere spontaneamente in un Universo asimmetrico, con una preponderanza di
materia sull' antimateria. Perchè funzioni una ipotesi così affascinante (la
generazione, per così dire, spontanea della materia visibile) occorre una
violazione della simmetria materia-antimateria abbastanza intensa e diffusa a
livello delle particelle fondamentali.
Diversi progetti sperimentali, in
via di sviluppo al momento attuale, sono appunto mirati ad identificare l'
origine della violazione della simmetria materia-antimateria in diversi sistemi
fisici. Il progetto DAFNE, un anello di collisione elettrone-positrone di alta
luminosità in costruzione a Frascati, è dedicato allo studio di precisione della
violazione di questa simmetria nei decadimenti dei mesoni K neutri. I progetti
di energia più alta (a Cornell, a SLAC, in Giappone e ad HERA, come ricordato
nella Introduzione) sono dedicati alla ricerca di analoghe violazioni nei
decadimenti dei mesoni con beauty.
La ricerca dell' altro fenomeno
necessario per spiegare l' asimmetria dell' Universo, e cioè l' instabilità del
protone, è stata condotta in molti laboratori sotterranei, finora senza
successo. Gli esperimenti della prossima generazione dovrebbero spingere i
limiti sulla vita media del protone a valori dell' ordine di 10(exp34) anni.
Valori più elevati (fino a circa 1036 anni) sono misurabili solo con l'
osservazione della materia contenuta in volumi giganteschi (dell' ordine di 106
m3). In futuro, simili osservatori potrebbero essere realizzati con sistemi che
cominciano ad essere studiati in questi anni, costituiti da sistemi di fotomoltiplicatori installati a grande profondità in laghi (il progetto del lago Baikal in Siberia), mari profondi (il progetto DUMAND, alle Hawaii, e il
progetto NESTOR, nel Peloponneso) o sotto i ghiacciai dell' Antartide (progetto
AMANDA).
5. Collisori lineari
Il
progresso in fisica delle particelle è stato spesso collegato, nel passato, all'
alternanza di macchine ad elettroni e macchine a protoni .
Nelle
collisioni elettrone-positrone, possiamo effettuare misure di grande precisione,
a causa della buona definizione dell' energia dei fasci e del numero
relativamente piccolo di eventi non interessanti. Nelle collisioni
protone-antiprotone, più ancora in quelle protone-protone, è invece possibile
raggiungere energie ed intensità più elevate, al prezzo di una peggiore
definizione in energia (le nuove particelle sono prodotte nelle collisioni dei
componenti elementari del protone o dell' antiprotone, che non hanno energia
definita) e della presenza di un fondo considerevole, dovuto ai frammenti
secondari delle collisioni stesse.
I due tipi di macchina possono essere
caratterizzati, rispettivamente, come macchine "microscopio" e macchine
"esplorative". Per restare al caso più recente, la particella Z (vedi Tab. 1) è
stata scoperta al collisore protoni-antiprotoni del CERN, ma solo con l' anello
elettrone-positrone LEP è stato possibile uno studio accurato delle sue
caratteristiche fisiche.
Con la fase 2, la macchina LEP raggiungerà,
tuttavia, il limite naturale delle macchine circolari per elettroni. L'
accelerazione centrifuga cui sono sottoposte le particelle produce un
irraggiamento continuo, la cosiddetta luce di Sincrotrone. Per raggiungere e
mantenere nei fasci l' energia desiderata, occorre rifornire continuamente l'
energia persa, un compito che diventa sempre più costoso al crescere dell'
energia stessa delle particelle (la potenza irraggiata cresce con la quarta
potenza della loro energia ).
Per aggirare l' ostacolo, sono stati
sviluppati acceleratori lineari di concezione completamente nuova, i collisori
lineari (linear collider), primo esempio la macchina SLC di Stanford. In SLC,
pacchetti di elettroni e di positroni sono accelerati nella stessa struttura
lineare (per mezzo di campi elettrici di segno alternato) e, al termine del
percorso, sono deviati in modo da collidere frontalmente.
I problemi
cruciali dei collisori lineari sono essenzialmente due. Il primo, un
problema di luminosità, è collegato al fatto che i pacchetti di elettroni e di
positroni collidono tra loro una sola volta (a differenza di quanto avviene
negli anelli di collisione, nei quali gli stessi pacchetti circolano nella
macchina per lungo tempo e si incontrano moltissime volte). Quindi, occorre
realizzare pacchetti concentrati su sezioni piccolissime (dell' ordine del
micron, in SLC), per ottenere un sufficiente numero di collisioni e poter quindi
osservare anche eventi relativamente rari. In secondo luogo, si devono
ottenere campi elettrici acceleranti sufficientemente intensi, affinchè le
dimensioni lineari del sistema non raggiungano valori proibitivi. I campi
elettrici che si realizzano oggi, in cavità prodotte su scala industriale e
costi controllati, sono dell' ordine dei 10 Milioni di Volt/metro. In
corrispondenza, l' energia guadagnata dagli elettroni è:
DE/DL = 10
MeV/m = 10 GeV/km
Con una dimensione di 10 km, al limite del
realizzabile, è possibile raggiungere collisioni di energia pari a quella di LEP
2, circa 100 GeV/fascio. A queste energie, tuttavia, non è più praticabile la
deflessione dei fasci a fine corsa, ed è quindi necessario realizzare due
strutture lineari opposte tra di loro per gli elettroni e per i
positroni.
E' in corso un vigoroso programma internazionale di Ricerca
& Sviluppo in questo settore (la collaborazione TESLA), per definire il
progetto di un collisore lineare di 10km + 10km ed energia di 250 GeV/fascio,
estendibile, in futuro, fino a 1TeV/fascio. In Europa, la collaborazione è
centrata sul Laboratorio DESY di Amburgo, negli USA a Stanford e a Chicago. Un
progetto analogo è in corso di definizione in Giappone (il progetto JLC).
Con questi collisori, che potrebbero entrare in funzione già nel
primo decennio del secolo, si potrebbero studiare con estremo dettaglio le proprietà del quark top e del bosone di Higgs e ricercare i compagni
supersimmetrici dell' elettrone e dei neutrini.
Irraggiando con intensi
fasci laser i due fasci di un collisore elettrone-positrone (o
elettrone-elettrone) si possono produrre, per diffusione Compton, due fasci di
fotoni di eguale focalizzazione ed energia di poco inferiore, ed estendere il
programma delle macchine alla fisica delle collisioni fotone-fotone di alta
energia, un campo completamente inesplorato.
6. Fisica fondamentale e trasferimento tecnologico
La costruzione della macchina LHC, dei collisori
lineari, o la ricerca del bosone di Higgs sono imprese di grande portata. Per
tenere in orbita i protoni di LHC, sarà necessario costruire migliaia di magneti
superconduttori raffreddati con Elio liquido , anch' esso superfluido alla
temperatura di 1.9 gradi assoluti, con campi magnetici di intensità mai prodotta
prima su cos� grande scala.
Per quanto riguarda i rivelatori, ad LHC sono
previsti tre apparati di grandi dimensioni, per la ricerca del bosone di Higgs e
per gli altri obiettivi di cui ho parlato in precedenza (cfr.Par. 4). L'
intensità dei fasci di LHC sarà altissima, per permettere la produzione di un
adeguato numero di particelle. Questa caratteristica pone notevoli difficoltà,
in diversi settori. Sarà necessario sviluppare rivelatori atti a sopportare
altissime dosi di radiazione, sistemi informatici nuovi per elaborare enormi quantità di dati in tempi brevissimi e, infine, elaborare sistemi per
riconoscere gli eventi associati con la produzione del bosone di Higgs o di
particelle supersimmetriche, su un fondo di collisioni poco interessanti ma
enormemente più frequenti.
Imprese di questo genere richiedono una base
industriale adeguata. Nella costruzione dei prototipi dei magneti sono già
impegnate diverse industrie europee. L’INFN ha iniziato da tempo una
collaborazione con le industrie italiane del settore, per lo sviluppo e la
costruzione di prototipi di magnete dipolare superconduttore, una collaborazione
che ha dato risultati finora eccellenti.
La richiesta di tecnologie molto
avanzate, in diversi casi non ancora disponibili, e il coinvolgimento dell'
industria in tutte le fasi del progetto saranno, in effetti, i dati
caratteristici di tutta la fisica delle particelle elementari del prossimo
decennio, di pari passo con le dimensioni considerevoli degli investimenti
richiesti, in termini finanziari e di risorse umane. Questi fatti ci portano a
considerare pi� da vicino il problema dell' accettabilità sociale dello sviluppo
della ricerca di base.
Al giorno d' oggi, la società non potrebbe
sopravvivere senza l' apporto di prodotti tecnologici, sviluppati per il
progresso della scienza ma che fanno ormai parte del tessuto della società
stessa, dal calcolatore elettronico al laser, dai raggi X alla Risonanza
Magnetica Nucleare. Nel passato, il trasferimento delle conoscenze dalla ricerca
di base alla società industriale è avvenuto in modo spontaneo, non programmato,
tutto sommato casuale. Questo andava di pari passo con il fatto che la ricerca
scientifica richiedeva investimenti modesti, giustificabili sulla pura scala del
progresso scientifico.
Adesso stiamo entrando in una fase nuova. La
scienza di base, non solo in fisica delle particelle, richiede investimenti su
grande scala, per i quali è necessario fornire giustificazioni in termini di
contributo al progresso civile, più che nel passato. La possibilità stessa di un
progresso scientifico mi sembra fortemente condizionata alla capacità di rendere
convincenti, in termini di contributo allo sviluppo, investimenti considerevoli
e prolungati nel tempo.
Sono convinto che il trasferimento alla società
civile e la messa a frutto delle tecnologie sviluppate per la ricerca avanzata
costituiscano, oggi, delle sfide di grande dimensione concettuale, non inferiore
alla dimensioni degli stessi problemi scientifici con cui desideriamo
confrontarci.
7. Conclusioni
Tema
dominante della fisica delle particelle degli ultimi venti anni è stata la
verifica della Teoria Standard, più precisamente, di quella parte della teoria
che è collegata al principio di simmetria locale discusso nel Par. 2: le
proprietà dei quark e dei leptoni, le caratteristiche fisiche dei bosoni
intermedi, W e Z.
Le macchine della prossima generazione ci porteranno
in una situazione completamente diversa, permettendoci di mettere alla prova
idee che poggiano su basi molto meno sicure: la natura delle violazioni delle
simmetrie della Teoria Standard, inclusa la simmetria materia-antimateria, e la
possibile esistenza di nuove particelle legate alla supersimmetria. Il nuovo
dominio di fenomeni ha collegamenti precisi ed affascinanti con la struttura su
grande scala del nostro Universo e con la dinamica degli istanti
iniziali.
In questo territorio, è possibile incontrare fenomeni
interamente nuovi, che potrebbero richiedere cambiamenti radicali del nostro
modo di vedere le interazioni fondamentali.
Appendice
La Teoria Standard
costituisce uno schema semplice ed elegante, illustrato nella Tab.1, che
descrive, senza eccezioni conosciute, la materia e le forze fondamentali, alla
scala degli attuali acceleratori.
Le particelle nucleari, protone e
neutrone, sono composte da due tipi di particelle elementari, i quark u e d.
Oltre a questi due tipi di quark, le particelle elementari della prima famiglia
comprendono l' elettrone ed il corrispondente neutrino, la particella neutra
emessa nel decadimento beta del neutrone.
Tabella 1

Per motivi che sono ancora misteriosi, la prima famiglia di particelle è
seguita da almeno altre due, composte, in modo analogo, da un doppietto di quark
e da un doppietto di leptoni, particelle con proprietà analoghe a quelle dell'
elettrone e del corrispondente neutrino. I quark della seconda famiglia, s e c,
entrano nella composizione delle particelle strane, scoperte nella radiazione
cosmica nell' immediato dopoguerra, e delle cosiddette particelle con charm,
scoperte nel 1976. Per quanto riguarda i quark della terza famoglia, il quark b,
che interviene nella composizione delle particelle con beauty, è stato osservato
e studiato fin dal 1977, mentre l' osservazione del quark top, con una massa
pari a circa 170 volte la massa del protone, è stata annunciata al Tevatron nel
1994, dalla collaborazione CDF, composta da ricercatori USA, italiani,
giapponesi e di altre nazioni .
La Teoria Standard prevede un leptone
neutro, o neutrino, per ogni famiglia. Due dei tre tipi di neutrini sono stati
osservati direttamente, mentre del neutrino associato al leptone t si hanno solo
indicazioni indirette. I neutrini osservati sono molto più leggeri delle altre
particelle, se pure hanno una massa visto che tutte le osservazioni sono
compatibili, entro gli errori sperimentali, con neutrini di massa
nulla.
Nella Tab.1 sono anche indicate le forze fondamentali finora
conosciute. Le forze sono trasmesse da particelle con proprietà per certi
aspetti simili tra loro: il fotone, per le familiari forze elettromagnetiche, i bosoni intermedi, W e Z, per le forze deboli identificate da Fermi come
responsabili dei decadimenti beta, e i gluoni per le forze nucleari.
La
forza di gravità, che è del tutto trascurabile al livello delle particelle subnucleari,
è mediata da una particella non ancora osservata direttamente, il gravitone.
Figura 1. Rotazione degli assi nello spazio astratto del
"sapore"
Figura 2. Il campo di Higgs è indicato dalle frecce, che
rappresentano la sua direzione nello spazio del sapore. Sono anche indicati i
due modi di oscillazione possibili del campo. Le oscillazioni perpendicolari
alla direzione del campo (nello spazio del sapore) sono associate alla
propagazione dei bosoni Z e W; le oscillazioni in cui varia l' intensità del
campo sono associate alla propagazione di una nuova particella, il bosone di
Higgs.
tratto da: L'Italia al CERN. Le ragioni di un successo. Menzinger,
F. Publisher INFN Laboratori Nazionali di Frascati 1995.
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