|
Problemi aperti nella fisica delle particelle elementari
Luciano Maiani
Il quadro delle particelle e delle forze fondamentali che si è formato nella
seconda metà del Novecento è semplice e solido. Con esso possiamo spiegare, in
molti casi con grande precisione, una scala di fenomeni che vanno dall'universo
primordiale, alle stelle, fino alle reazioni tra particelle subnucleari alle
energie conosciute finora. Non mancano, tuttavia, problemi aperti e potenziali
linee di sviluppo per il futuro. Ne vogliamo illustrare alcuni con l'avvertenza
che si tratta di un panorama sicuramente incompleto e, almeno in parte, alquanto
soggettivo.
La simmetria delle forze elettrodeboli è stata stabilita oltre ogni ragionevole
dubbio. Tuttavia questa simmetria non è esatta: se così fosse, i portatori delle
forze dovrebbero avere una massa esattamente nulla come il fotone (cioè
viaggiare sempre alla velocità della luce). Lo stesso dovrebbe accadere per
quark e leptoni. Nel mondo reale questo non succede le particelle W e Z hanno
una massa (considerevole, circa 90 volte la massa del protone) e così i quark e
i leptoni.
Come descrivere le deviazioni dalla simmetria? Qual è l'origine della massa
delle particelle fondamentali? La soluzione che conosciamo è semplice e
sorprendente. Un campo costante pervade tutto lo spazio fisico e influenza il
moto delle particelle. Il campo si può anch'esso rappresentare con una freccia
che fissa una definizione assoluta per i quark (distinguendo tra up e down) e
per le altre particelle e quindi "rompe" la simmetria. Propagandosi in questo
mezzo, le particelle acquistano una massa, diversa per i diversi tipi di quark e
leptoni e per W e Z. La simmetria cui è associato il fotone è invece rispettata
dal campo (che è elettricamente neutro) e di conseguenza il fotone resta con una
massa nulla. Lo spazio fisico privo di materia non sarebbe dunque "vuoto", ma
sarebbe piuttosto simile alla superficie di un lago perfettamente calmo. Nelle
collisioni, si possono generare onde nel campo, che corrispondono a una nuova
particella: il bosone di Higgs (dal nome del fisico teorico inglese, Peter Higgs,
che ha studiato per primo questa possibilità). Il bosone di Higgs è necessario
per riportare l'accordo tra teoria e osservazioni, la ricerca di questa
particella rappresenta oggi la frontiera della fisica delle particelle. Il
bosone di Higgs è stato cercato con Tevatron (acceleratore di protoni) e con LEP.
Con LEP si è stabilito che la sua massa deve essere superiore a 114 volte la
massa del protone e sono state ottenute indicazioni per l'esistenza di questa
particella a una massa di 115, purtroppo non conclusive. La macchina in
costruzione al CERN, LHC, ha la potenzialità di esplorare tutto il campo di
energia in cui si dovrebbe trovare la particella di Higgs. Un risultato negativo
implicherebbe cambiamenti di grande rilevanza nella teoria delle particelle
elementari.
L'espansione dell'universo attuale indica che l'universo stesso è partito da una
situazione di altissima temperatura e densità: il big bang. La comprensione
della fisica delle particelle ci permette di tracciare all'indietro nel tempo la
storia dell'universo fino a temperature dell'ordine di 1 milione di
miliardi di gradi, ovvero qualche decimo di miliardesimo di secondo dopo il big
bang. Le particelle che oggi produciamo con i più potenti acceleratori
popolavano allora il plasma primordiale. L'evoluzione dell'universo è
profondamente influenzata dai fenomeni fisici che hanno avuto luogo a questi
tempi, o anche prima. Dalla comprensione delle forze della materia alle energie
corrispondenti dipende la risposta ai quesiti che ci poniamo per l'universo di
oggi, sulla distribuzione delle galassie su grande scala e sulla composizione
della materia.
Cambiamenti anche lievi nei valori delle costanti fisiche darebbero luogo a un
universo molto diverso, in molti casi completamente inospitale per la vita e per
l'uomo. Da alcuni ricercatori è stato ipotizzato un principio antropico, con
profonde implicazioni etiche e filosofiche: le costanti fisiche "devono" essere
tali da permettere lo sviluppo di una vita cosciente in qualche parte
dell'universo. Il meccanismo di Higgs apre una nuova prospettiva. Se la
simmetria di base è abbastanza articolata, la freccia che caratterizza il vuoto
può puntare in direzioni non equivalenti che corrispondono a valori diversi
delle costanti fisiche e, in ultima analisi, a universi fisicamente diversi. E'
stato ipotizzato che questi universi possono coesistere in una specie di
sopra-cosmo in continua evoluzione ma stazionario nel complesso (la teoria porta
il nome suggestivo di "inflazione caotica"). L'universo dell'inflazione caotica
è straordinariamente simile a quello intuito da Giordano Bruno: "Tutti questi
corpi sono mondi e senza numero, li quali costituiscono poi la universalità
infinita in uno spazio infinito; e questo si chiama universo, nel quale sono
mondi innumerabili". A seconda dei valori delle costanti, alcuni mondi si
potrebbero espandere, come il nostro, altri collasserebbero rapidamente.
Naturalmente, la vita si svilupperebbe solo negli universi nei quali la freccia
punta in una direzione ospitale. Tutto questo ci porta a una versione debole del
principio antropico: possiamo ricavare informazioni precise sul nostro universo
a partire dal fatto che esso ha permesso lo sviluppo della vita e dell'uomo.
Dalla composizione della materia secondo le conoscenze attuali ci potremmo
aspettare una simmetria più ampia di quella osservata, una simmetria che
permetta trasformazioni arbitrarie di ogni particella in un'altra. Detto
diversamente, lo spazio in cui situare le frecce che rappresentano ciascuna
particella (esempio il quark up o l'elettrone) dovrebbe avere una dimensione
molto maggiore a quella delle simmetrie di spin isotopico e di colore. La teoria
attuale potrebbe essere il residuo a bassa energia di una teoria più simmetrica,
in cui le differenti forze e le diverse famiglie sono unificate in uno schema
completo (in effetti, alle energie della fisica nucleare le interazioni deboli
ed elettromagnetiche appaiono completamente separate). Ricerche in questo senso
sono tuttora in corso. Una delle previsioni più affascinanti è che il protone
dovrebbe essere instabile, seppure su lunghissime scale di tempo, e
disintegrarsi, ad esempio, in un positrone e un mesone. La ricerca
dell'instabilità del protone ha portato a sviluppare grandi laboratori
sotterranei, negli USA, in Italia (Gran Sasso) e in Giappone. Finora, non si è
raccolta alcuna evidenza di una instabilità del protone e la possibilità di una
teoria completamente unificata è ancora in attesa di conferma. Come spesso
avviene nella scienza, tuttavia, i laboratori sotterranei hanno prodotto
risultati importanti in altri settori, come la fisica del neutrino dove hanno
permesso l'osservazione dei neutrini dal Sole e dalle collisioni dei raggi
cosmici nell'atmosfera e importanti osservazioni sulle loro masse.
L'instabilità del protone e l'asimmetria tra il comportamento di materia e
antimateria potrebbe far evolvere l'universo primordiale da uno stato
completamente simmetrico verso una situazione in cui la materia prevale
sull'antimateria, come sembra accadere oggi nel nostro universo. In questo caso,
dovremmo poter calcolare la quantità di materia presente nell'universo a partire
dalle leggi fondamentali. Le ricerche teoriche non sono ancora pervenute a una
conclusione definitiva se questo sia possibile. Le ricerche sperimentali in
corso cercano di estendere i limiti sulla presenza di antimateria nell'universo,
ad esempio con rivelatori progettati per la piattaforma spaziale ISP che verrà
posta in orbita dalla NASA nei prossimi anni (International Space Platform).
Diversi indizi teorici suggeriscono l'esistenza di nuovi fenomeni nel campo di
energie intorno a 1000 volte la massa del protone. Tra le alternative più
studiate, l'esistenza di una nuova simmetria, la supersimmetria (SUSY), che
collega particelle che differiscono tra loro per 1/2 unità di spin. Questo tipo
di simmetria è stato scoperto indipendentemente in Russia (da D.V. Volkov e V.P.
Akulov, 1973) e al CERN (da Julius Wess e Bruno Zumino, 1974). L'elettrone
avrebbe due partner di spin 0 (chiamati s-elettroni) e così ogni quark (s-quark)
mentre alle particelle associate alle forze sarebbero associate particelle
di spin 1/2 (gaugini). Inoltre, sono previsti diversi bosoni di Higgs, tra cui
una particella neutra che, secondo le stime più recenti, dovrebbe avere una
massa 130 volte al di sopra della massa del protone, poco superiore al limite
posto dal LEP. Il caso delle particelle supersimmetriche è rinforzato da un
argomento di natura cosmologica. La particella supersimmetrica più leggera
dovrebbe avere una vita più lunga dell'età dell'universo. Queste particelle
dovrebbero essere ancora presenti nell'universo, sotto forma di una materia che
non emette luce di alcuna sorta ma si fa sentire per i suoi effetti
gravitazionali. In effetti, recenti misure astrofisiche richiedono l'esistenza
di materia di questo tipo, chiamata "materia oscura", che anzi sembra essere la
forma dominante di materia, più abbondante degli atomi e nuclei atomici di cui
siamo fatti. Le osservazioni astronomiche possono darci la distribuzione della
materia oscura ma non permettono di identificarne la natura fisica. Se la
materia oscura è realmente fatta di particelle supersimmetriche, LHC sarà capace
di produrle in laboratorio e di studiarle completamente, permettendoci di capire
la natura dell'80-90% della materia presente nell'universo di oggi.
I tentativi di inquadrare la teoria della gravità di Einstein nel quadro
concettuale con cui descriviamo le altre forze fondamentali si sono rivelati un
problema formidabile. Una delle ipotesi più accreditate per quanto riguarda la
gravità quantistica, oggi, è una teoria secondo la quale le particelle osservate
sono gli stati di vibrazione di un oggetto esteso nello spazio, la corda (string
theory). La teoria delle corde è stata sviluppata dal fisico teorico
italiano Gabriele Veneziano, negli anni Sessanta, per descrivere le particelle
subnucleari. La sua applicazione alla gravità risale agli anni Ottanta (Brian
Green e John Schwarz, 1984). L'aspetto estremamente interessante delle corde è
che esse sono potenzialmente in grado di includere in uno stesso schema i
costituenti della materia e i portatori di tutte le forze, dalla gravità al
campo di Higgs. Nelle ricerche attuali, la teoria delle corde include la
supersimmetria (si parla allora di supercorde). Un aspetto importante è che
queste teorie sono matematicamente consistenti solo in spazi con un grande
numero di dimensioni (10 o 11 dimensioni per le supercorde). Questo può essere
compatibile con la nostra esperienza se le dimensioni aggiuntive, oltre alle tre
che conosciamo, sono incurvate su loro stesse da effetti gravitazionali in modo
da non essere osservabili, almeno con le sonde di cui oggi disponiamo.
La gravità quantistica sembra mettere in gioco energie molto superiori a quelle
oggi raggiungibili o comunque ipotizzabili. Non è affatto chiaro, al momento,
quali siano le predizioni della teoria delle corde o delle supercorde che
possano essere sottoposte al vaglio degli esperimenti. "A causa di difficoltà
matematiche non ho ancora trovato il modo pratico di controllare i risultati
della mia teoria con una dimostrazione sperimentale" scriveva Einstein quando,
negli ultimi anni della sua vita, tentava di raggiungere una teoria che
unificasse del tutto gravità ed elettromagnetismo. E' una fotografia nitida
della situazione delle teorie della gravità quantistica.
Oggi sappiamo che i tentativi di Einstein erano prematuri. Negli stessi anni, si
stava svelando il nuovo mondo delle forze nucleari e delle nuove particelle, ed
è stato necessario decifrare la struttura di queste forze per poter riproporre
il sogno del grande fisico. Forse, la chiave per decifrare l'enigma deve ancora
essere trovata: ci aspettiamo molti chiarimenti dalla nuova generazione di
esperimenti di alta energia al grande collisore LHC del CERN, o
dall'osservazione dei fenomeni che hanno luogo nel cosmo.
|