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La Fisica delle particelle elementari
Enrico Fermi
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Particelle e Cosmologia
oltre la teoria standard:
C'è un limite alla comprensione?


LHC Italia

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CERN, Ginevra,Università e Sezione INFN di Roma Tre
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Il LEP ha portato a dei grandi progressi nella fisica delle particelle.
Per comprendere la portata di questi sviluppi è bene cominciare con il
riassumere l'assetto concettuale della teoria delle interazioni
fondamentali. Il modello teorico di riferimento per la comprensione
quantitativa delle particelle elementari e delle loro interazioni è il
cosiddetto Modello Standard (MS). Questa teoria descrive in un unico
schema le interazioni forti, elettromagnetiche e deboli, cioè quelle che
in fisica delle particelle hanno importanza per riprodurre tutti gli
effetti osservati (le interazioni gravitazionali tra particelle elementari
sono completamente trascurabili nelle condizioni sperimentali realizzabili
in laboratorio). I costituenti fondamentali della materia sono i quark e i
leptoni. L'insieme di tali oggetti, che forma una cosiddetta famiglia o
generazione, è dato da: quark e leptoni della prima famiglia
u u u ne
d d d e
I quark up (u), di carica elettrica 2/3, (in unità della
carica del protone) e down (d), di carica elettrica -1/3, appaiono tre
volte perché possono avere tre diversi valori di un'altra carica, detta
"colore". I leptoni, che hanno colore 0, sono l'elettrone con carica -1 e
il neutrino con carica 0. Tutta la materia che vediamo, composta di atomi,
è fatta di quark up e down e di elettroni. È stato quindi con sorpresa che
si è scoperto che in realtà esistono altre due famiglie di quark e
leptoni, con identiche cariche elettrodeboli e di colore:
quark e leptoni della seconda e
terza famiglia |
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c c c
nm
s s s m |
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t t t
nt
b b b t |
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L'unica differenza tra le famiglie è la massa che diviene
progressivamente più grande dalla prima alla terza famiglia, e quindi le
particelle sono sempre più instabili (ed è per questo che sono molto più
difficili da osservare). L'origine di questa misteriosa ripetizione è
tuttora completamente oscura. Le interazioni forti tra quark avvengono per
scambio di gluoni (che esistono in 8 colori diversi). I quark ed i leptoni
hanno interazioni elettrodeboli che sono mediate dai bosoni di gauge, cioè
dal fotone, g, e dai bosoni deboli W+, W- e Zo I leptoni non hanno interazioni
forti (perché non hanno colore). La struttura formale della teoria e la sua consistenza interna si
basano su una prescrizione di simmetria, detta simmetria di gauge, che
fissa in modo univoco le interazioni tra quark, leptoni e bosoni di gauge,
in modo identico per le tre famiglie. Tuttavia la simmetria che governa le
interazioni non è rispettata dalle masse. La simmetria di gauge
richiederebbe masse nulle per quark e leptoni come pure per i bosoni di
gauge. Invece abbiamo visto che le tre famiglie di quark e leptoni hanno
masse non nulle e molto diverse tra loro (il quark top, indicato con t, ha
una massa circa pari a quella di 185 protoni messi assieme), e tra i
bosoni di gauge solo il fotone e i gluoni hanno massa nulla, mentre i
W e Zo sono molto
pesanti (all'incirca come 86 e 97 protoni, rispettivamente). Per spiegare
le masse, nel MS si introducono una o più particelle di Higgs dotate di
accoppiamenti elettrodeboli e con interazioni molto differenti con le
varie specie di quark e di leptoni: le masse sono per l'appunto un
prodotto di queste interazioni con le particelle di Higgs.
LEP ha funzionato tutti gli anni dal 1989 al 2000, esclusi i mesi
invernali, con grande regolarità, affidabilità e con prestazioni ben al di
là del progetto, confermando la qualità eccezionale dei costruttori di
macchine acceleratrici del CERN. Fino alla fine del 1995, l'energia totale
nel centro di massa è stata calibrata a circa 91GeV in modo da studiare la
particella Zo (LEP1): dal 1995 in poi l'energia
è stata gradualmente aumentata fino a raggiungere i 208GeV (LEP2) per
studiare la produzione di coppie di W+W- e per portare avanti la ricerca
della particella di Higgs e di nuovi fenomeni al di là del MS. Ci sono
infatti forti ragioni teoriche per aspettarsi che tutta una nuova fisica
si debba aprire ad energie non troppo più alte della massa dell'Higgs.
LEP ha studiato con grande precisione le proprietà fisiche della Zo. Ne
ha misurato i parametri fondamentali con un alto livello di raffinatezza:
per esempio, la massa con la precisione di circa due parti su centomila e
la vita media all'un per mille. Ha misurato gli accoppiamenti della Zo. ai quark e ai leptoni, realizzando con ciò una
serie di verifiche di precisione delle previsioni del MS, con
un'accuratezza di qualche permille (vedi per esempio Fig. 1). Quindi il
LEP ha dato al MS una solida base sperimentale.
La precisione di LEP è così alta che si è potuto verificare l'effetto
delle correzioni quantistiche alle previsioni della teoria. Tali
correzioni sono anche sensibili alle masse delle particelle che non sono
prodotte nelle reazioni studiate, perché troppo pesanti, ma che entrano
come stadi intermedi nel calcolo teorico dei processi. Così LEP ha potuto
fornire una predizione della massa del quark top prima della sua effettiva
scoperta al collider protone-antiprotone del Fermilab presso Chicago. Per
esempio, dai dati elettrodeboli, oggi si ottiene, assumendo che il MS è
corretto, una predizione della massa del top (e anche della massa dei W)
in perfetto accordo con la misura diretta di queste masse, come si vede
nella Fig. 2. Così pure dalle correzioni radiative LEP ha messo un limite
superiore sulla massa dell'Higgs di circa 200 GeV, un risultato di grande
importanza sia teorica, come vincolo imposto a ogni teoria alternativa
della rottura della simmetria elettrodebole, che pratica, per le
prospettive di trovare tale particella |
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Dal complesso dei test di precisione effettuati al LEP è risultato che
effettivamente le varie interazioni della Zo.
sono esattamente quelle prescritte dalla simmetria di gauge. Quindi le
interazioni sono perfettamente simmetriche mentre le masse non riflettono
affatto tale simmetria. Questo bizzarro comportamento è tipico delle
simmetrie spontaneamente rotte e del meccanismo di Higgs. Quindi LEP ha
dato una fortissima indicazione sperimentale che il meccanismo di Higgs è
effettivamente operante, che la particella di Higgs ha i numeri quantici
previsti (in particolare isospin debole uguale a 1/2) e che deve essere
non troppo pesante. Un ulteriore contributo di grande importanza di LEP1 è stato di fornire
una prova che la ripetizione delle famiglie non va oltre la terza
ricorrenza. Precisamente LEP ha dimostrato che esistono solo tre neutrini.
Infatti più neutrini ci sono più è corta la vita della particella Zo (in quanto sono possibili più canali di
decadimento del tipo Zo® nn che danno ciascuno
un contributo uguale). Dalla misura della vita della Zo (Fig. 3) si ottiene per il numero di neutrini
Nn= 2,9835±0,0083.
Questo è un punto fermo di grande rilievo. Infatti poiché non si ha
un'idea dell’origine di questa ripetizione di famiglie identiche, salvo
che per le masse crescenti, si poteva immaginare un'ulteriore ripetizione,
magari infinita.
Una serie di risultati di grande interesse sono stati ottenuti nello
studio dei quark pesanti, in particolare del quark b, e del leptone
pesante t. Non solo le larghezze di
decadimento G( Zo®
bb), G(
Zo® cc),
G( Zo® t+
t-),sono state misurate con grande
precisione, per escludere che qualche discrepanza dal MS si manifestasse
negli accoppiamenti alla terza generazione di quark e leptoni, ma anche
sono state eseguite molte misure di punta delle proprietà delle particelle
con beauty (masse, vite medie) e del leptone t.
Inoltre LEP ha anche contribuito in maniera rilevante alla fisica delle
interazioni forti. Per esempio, lo studio dei decadimenti della Zo e del leptone t in adroni hanno permesso di
ottenere una misura della costante di accoppiamento forte con precisione
eccezionale:as(m2z)=0,119±0,0003. Paragonando questo valore con
quello ottenuto da altri processi si ottiene una verifica del settore
delle interazioni forti nel MS, la Cromodinamica Quantistica.
I risultati principali del LEP nella versione LEP2 di alta energia
comprendono la misura della massa del W con una
precisione dello 0,5 per mille, leggermente migliore di quella ottenuta al
Fermilab. La misura di mw permette un'ulteriore verifica di precisione del
MS perché tale massa può essere calcolata a partire da mzdalle masse dei
quark e dei leptoni e dalle costanti di accoppiamento, in funzione della
massa dell'Higgs. Inoltre dallo studio della frequenza di produzione di
coppie W+W- si ottiene una verifica degli
accoppiamenti tra tre bosoni di gauge, ovvero dei vertici W+W-g e W+W- Zo, in accordo
con il MS.
Infine a LEP2 il programma di punta è stata la ricerca della particella
di Higgs e di eventuali nuove particelle. Prima di LEP, nel 1989, della
massa dell'Higgs si sapeva solo che doveva essere più grande di si e no
1GeV: oggi sappiamo che deve essere maggiore di 113 GeV. Quindi,
combinando il limite superiore dai test di precisione con il limite
inferiore dalla ricerca diretta, LEP ha limitato la massa dell'Higgs del
Modello Standard in un piccolo intervallo tra 113 e circa 200 GeV.
Nelle ultime settimane LEP, spinto all'energia massima possibile di
oltre 206 GeV, ha prodotto un certo numero di eventi che indicano la
presenza di una particella di Higgs con massa circa uguale a 115 GeV.
Questo risultato ha prodotto una grande eccitazione in tutta la comunità
della fisica delle particelle. Purtroppo il LEP non può raggiungere una
energia sufficiente per uno studio adeguato di questo segnale. Ma se
questo risultato risulterà confermato in futuro, al Tevatron Collider del
Fermilab e al Large Hadron Collider, il nuovo acceleratore che entrerà in
funzione al CERN nel 2005, si avrà un ulteriore trionfo per il LEP. Questa
sarebbe una degna conclusione del programma di LEP, una macchina che ha
svolto perfettamente il suo compito di sottoporre il MS ad una verifica
quantitativa di precisione e di stabilire dei limiti molto restrittivi
sulla costruzione di ogni concepibile estensione della teoria. |
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