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oltre
la teoria standard
"I
tentativi che oggi si fanno di giungere
a
una teoria del campo unificato
sono
in realtà incredibilmente semplicistici"
(I.M.
Singer)
la
particella di Higgs
Che
la teoria non ponga virtualmente alcuna restrizione alla massa della
particella di Higgs costituisce un problema. Essa potrebbe plausibilmente avere
un valore di soli pochi miliardi di elettronvolt (GeV) o anche di un bilione di
elettronvolt (TeV). Se la massa è inferiore a 50 GeV, dovrebbe essere possibile
individuarla con i più grandi collisori elettrone-positone attualmente
esistenti, lo Stanford Linear Collider (SLC) e il Large Electron-Positron
Collider (LEP) del CERN. Se la massa è compresa tra 50 e 200 GeV, il Tevatron
dovrebbe essere in grado di produrla, anche se può essere sperimentalmente
difficile averne la prova in mezzo al caos di altre particelle in
quell'intervallo di masse.
Per
masse di Higgs molto superiori a 200 GeV diventa meno appropriato descrivere
come elementare la particella di Higgs. La meccanica quantistica insegna che
quanto minore è la vita di una particella, tanto minore diventa la conoscenza
della sua energia o, in modo equivalente, della sua massa. Se la massa della
particella di Higgs supera i 200 GeV, la particella decade in due particelle W o
in due particelle Z, e la sua vita deve essere talmente breve da produrre una
distribuzione della sua massa in un ampio intervallo. E' il caso di meditare
quale senso possa avere il considerare particella un'entità priva di una massa
definita.

simulazione del decadimento del bosone di Higgs
Se
la massa della particella di Higgs raggiunge 1 TeV, la teoria elettrodebole
prevede che, a energie di 1 TeV o superiori, debbano manifestarsi fenomeni del
tutto nuovi. In tali circostanze l'interazione elettrodebole diventa forte. Dal
momento che la dinamica elettrodebole regola le interazioni dei leptoni e dei
quark, queste particelle si possono combinare, a energie di 1 TeV o più, in
particelle composte, con nuove sorprendenti proprietà.
Molti
fisici ritengono che la forma più semplice di meccanismo di Higgs per la
rottura della simmetria sia solo un'approssimazione a bassa energia della
realtà. Un motivo deriva dal fatto che la particella di Higgs, ammesso che essa
esista, non possiede spin. Se l'avesse, anche il campo di Higgs avrebbe uno spin
e la massa di una comune particella dipenderebbe dalla sua orientazione nel
vuoto. Non è mai stata osservata, invece, una simile dipendenza rotatoria.
Nella
meccanica quantistica lo spin di una particella può assumere soltanto valori
discreti e le particelle dotate di spin interi (0, 1, 2 e cosi via) sono
nettamente distinte da quelle con spin seminteri (1/2, 3/2 e così via). Le
particelle con spin interi sono dette bosoni, quindi la particella di Higgs con
spin nullo è un bosone, proprio come i bosoni di gauge con spin 1 finora
osservati, quale il fotone che media le interazioni fondamentali. le particelle
con spin seminteri sono dette fermioni e comprendono tutti i quark e i leptoni.
Per
calcolare la massa del bosone di Higgs si devono avanzare certe ipotesi sui
processi fisici alle alte energie. Se il bosone di Higgs è una particella
elementare, la sua massa calcolata varia notevolmente anche per piccole
variazioni nelle suddette ipotesi. Questa sensibilità matematica non ha una
giustificazione fisica naturale; inoltre, non è una caratteristica delle
espressioni delle masse delle particelle con spin 1/2.
Alcuni
teorici hanno quindi ipotizzato che si possa evitare l'ostacolo matematico e
mantenere il necessario bosone di Higgs con spin 0 se il bosone è una
particella composta anziché elementare, costituita da due fermioni con spin
1/2. Le particelle composte si trovano frequentemente in altri settori della
fisica: per esempio, il pione con spin 0 è composto da due quark con spin 1/2.
Gli spin si annullano a vicenda per formare una particella composta senza spin
dal momento che i due quark ruotano in verso opposto.
Un
bosone di Higgs composto richiederebbe l'esistenza di una famiglia completamente
nuova di particelle pesanti con spin 1/2, i tecniquark. Queste particelle
sarebbero soggette a una nuova interazione forte, l'interazione technicolor, che
si può spiegare per analogia con l'interazione forte di colore che lega i quark
negli adroni. I tecniquark si legherebbero non solo per formare il bosone di
Higgs, ma anche per formare una pletora di altre tecniparticelle composte, quali
i tecnipioni, i mesoni tecnivettori e così via. Queste nuove particelle
sarebbero alquanto pesanti, ma almeno alcune dovrebbero avere masse grosso modo
comprese tra 50 e 500 GeV. In acceleratori quali il Tevatron, il numero prodotto
di queste particelle dovrebbe essere piccolo ed esse dovrebbero essere
difficilmente distinguibili dal fondo anche se le loro masse fossero prossime
all'estremità inferiore dell'intervallo previsto. Per verificare la teoria è
necessario impiegare un collisore con un'energia del fascio superiore di molti
TeV.
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a cura di Pio Passalacqua
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