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oltre
la teoria standard
"L'uomo
non unisca ciò
che
Dio ha separato"
(W.
Pauli)
supercorde
Il
paradosso centrale della fisica delle particelle elementari contemporanea è
l'apparente incompatibilità delle due teorie che ne costituiscono il
fondamento. La prima è la teoria della relatività generale di Einstein, che
correla la forza di gravità alla struttura dello spazio e del tempo. Questa
interpretazione della gravità ha condotto a modelli di fenomeni su scala
cosmica e alla comprensione dell'evoluzione dell'universo. La seconda teoria è
la meccanica quantistica, che riguarda il mondo atomico e subatomico. Sono state
formulate teorie quantistiche per tre delle quattro forze della natura
conosciute: le interazioni forte, debole ed elettromagnetica. Fino a poco tempo
fa sembrava che vi fossero poche speranze di poter sposare la teoria della
gravitazione di Einstein con le leggi della meccanica quantistica.
La
difficoltà basilare è che una tale unificazione pare richiedere una
formulazione radicalmente nuova delle leggi della fisica su scale di minima
distanza; in tale riformulazione si dovrebbe abbandonare l'idea che spazio e
tempo siano insiemi continui di punti. Senza una teoria quantistica della
gravitazione e senza le revisioni concettuali che una siffatta teoria implica,
non si può ottenere una descrizione completa di tutte le forze della natura.
Negli
ultimi anni gli studiosi di fisica delle particelle sono diventati ottimisti
sulla possibilità di superare l'ostacolo teorico. L'ottimismo si basa sui
sorprendenti sviluppi di un nuovo tipo di teoria: la teoria delle supercorde. In
questa teoria, come in qualsiasi altra teoria delle corde, le particelle
elementari si possono considerare come corde. Le teorie delle corde differiscono
quindi da tutte le comuni teorie di campo quantomeccanico, come per esempio la
teoria quantistica dell'elettromagnetismo, i cui quanti, o particelle
costituenti, sono puntiformi. Una corda, avendo una certa estensione, può
vibrare come una corda di violino. I modi di vibrazione armonici o naturali sono
determinati dalla tensione della corda. Nella meccanica quantistica onde e
particelle sono aspetti duali dello stesso fenomeno, e quindi ogni modo
vibrazionale di una corda corrisponde a una particella. La frequenza di
vibrazione determina l'energia e la massa della particella. Le comuni particelle
elementari sono interpretate come modi vibrazionali diversi di una corda.

La
teoria delle supercorde si combina con la teoria delle corde mediante una
struttura matematica detta supersimmetria. La teoria delle supercorde non solo
evita i problemi incontrati in precedenza nel combinare la gravitazione con la
meccanica quantistica, ma consente anche di trattare le quattro forze
fondamentali come diversi aspetti di uno stesso principio fondamentale. Inoltre,
l'unificazione delle forze è ottenuta in un modo determinato quasi solo dal
requisito logico che la teoria sia intrinsecamente coerente. Questi sviluppi
hanno condotto a una straordinaria rivitalizzazione dell'interscambio tra
matematica e fisica.
Secondo
le teorie delle supercorde, le leggi basilari della fisica sono versioni
approssimate di una teoria molto più completa che tiene conto della struttura
su una scala di distanze impensabilmente piccola. Le corde postulate dalla
teoria sono lunghe circa 10-35 metri, cioè sono circa 1020
volte più piccole del diametro del protone. A queste scale le differenze tra le
teorie delle supercorde e le teorie più tradizionali sono essenziali per la
coerenza e il potere previsionale della teoria.
Per
esempio, se si trascura la gravità, si può costruire un quadro unificato delle
forze forte, debole ed elettromagnetica in una comune teoria dei campi, dotata
di quanti puntiformi. Il quadro unificato è il risultato di qualche simmetria
fondamentale insita nella teoria, ma esistono in realtà molte possibili
simmetrie fondamentali e non si conosce alcun motivo teorico per preferirne una
all'altra. Nelle teorie delle supercorde, invece, non si può trascurare la
gravità e il tipo di simmetria necessario per poterla inserire nella teoria
conduce a una previsione naturale circa la simmetria fondamentale che unifica le
altre tre forze.
Poiché
da molto tempo si aspetta che nuovi concetti di spazio e tempo emergano da una
teoria quantistica della gravitazione, vale la pena di ricordare come la teoria
delle supercorde potrebbe modificare le nostre idee sulla geometria
dell'universo. A rigore, non è corretto considerare le corde come particelle
indipendenti in moto entro un qualche spazio fisso di fondo. Nella teoria della
gravitazione di Einstein, alla quale la teoria delle supercorde deve
approssimarsi, lo spazio e il tempo sono unificati in un continuo
tetradimensionale: lo spazio-tempo. L'influenza della forza gravitazionale è
determinata dalla curvatura dello spazio-tempo, analoga alla curvatura di una
superficie bidimensionale come quella di una sfera. Una particella si muove
lungo una geodetica, o cammino minimo, nello spazio-tempo curvo; sulla sfera
l'analogo di un tale cammino è il cerchio massimo identificato da due punti.
L'influenza che la particella esercita sullo spazio-tempo è reciproca; le onde
gravitazionali prodotte dalla particella possono perturbare la stessa geodetica
lungo la quale la particella si sta muovendo. Le equazioni della relatività
generale determinano non solo le traiettorie delle particelle, ma anche la
struttura dello spazio-tempo nel quale esse si muovono.
Nella
teoria delle supercorde la gravitazione opera in un mondo allargato a dieci
dimensioni spaziali e al tempo, per un totale di 11 dimensioni. Il moto procede
ancora lungo geodetiche, ma in un sistema a 11 dimensioni le geodetiche sono
superfici di area minima. Sette delle 11 dimensioni non sono visibili e si
possono osservare soltanto le quattro familiari dimensioni dello spazio-tempo.
Le sette dimensioni aggiuntive devono essere arrotolate così da formare una
struttura talmente piccola da non poter essere osservata direttamente. Il
concetto di dimensione talmente piccola da non poter essere osservata può
essere facilmente capito considerando una semplice analogia bidimensionale. Un
tubo è una superficie bidimensionale che appare avere una sola dimensione
quando venga osservato su scale troppo grossolane per risolverne lo spessore.

(a)
Un tubo di gomma visto da grande distanza sembra un oggetto unidimensionale.
(b)
Ingrandendo la figura, diventa visibile una seconda dimensione, quella a forma
di cerchio arrotolata attorno al tubo.
Nella teoria delle supercorde è probabile che la grandezza delle sette
dimensioni arrotolate sia all'incirca la stessa della lunghezza della corda. Il
mondo sembra possedere tre dimensioni spaziali allo stesso modo in cui la corda
si comporta come una particella puntiforme.
L'estensione
dei concetti della geometria non si limita ad aggiungere sette dimensioni
spaziali. Nella relatività generale tradizionale in ogni punto dello
spazio-tempo è definito un campo gravitazionale. L'equivalenza di onde e
particelle nella meccanica quantistica richiede che un'onda gravitazionale, o
perturbazione di un campo gravitazionale, si identifichi con una particella; la
particella è chiamata gravitone. Allo stesso modo, nella teoria delle corde
dovrebbe esservi un campo dipendente dalle configurazioni di una corda, cioè un
"campo di corda".
Il
numero delle possibili configurazioni di una corda nello spazio è molto
maggiore del numero di punti dello spazio; un campo di corda dovrebbe perciò
essere correlato a un nuovo tipo di geometria in un'estensione enorme del
concetto di spazio, definito da tutte le possibili configurazioni di una corda.
Una particella a forma di corda dovrebbe quindi essere considerata alla stregua
di una perturbazione "ondulatoria" in tale enorme spazio, proprio come
un gravitone è un'onda nello spazio ordinario.
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a cura di Pio Passalacqua
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la teoria standard
Corde
e unificazione di tutte le forze di Gabriele Veneziano
The
Official STRING THEORY Web Site
Edward Witten - La teoria delle stringhe
(7/2010)
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il modello standard (11/2001) di R. Petronzio
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elegante - il sogno di Einstein di Brian Greene (10/2005) documentario
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